Ci sarà il film di Tre volte te? Intervista a Federico Moccia!

Dopo “TRE METRI SOPRA IL CIELO” ed “HO VOGLIA DI TE” nessuno di noi si aspettava il ritorno di Babi, Step e Gin, invece Federico Moccia è andato a trovarli e ha capito che avevano ancora molto da raccontare. Questa cosa mi ha reso così felice che non vedevo l’ora di avere il libro tra le mani, per sapere come sarebbe andata a finire. Ho letto 750 pagine tutte d’un fiato, una full immersion piena di ricordi ed emozioni.

Ma non è finita qui!

In occasione di Tempo di Libri ho coronato il mio sogno e ho incontrato questo scrittore, che tanto mi aveva fatto battere il cuore quando avevo 14 anni, per poterlo intervistare.Federico Moccia è una persona squisita che mi accoglie sorridendo e subito mi fa sentire a mio agio. Gli confesso della mia cotta smisurata per Step, della mia estate sotto l’ombrellone con la lettura ininterrotta di “Tre metri sopra il cielo” e del mio diario a tema, in prima liceo. Lui mi lascia parlare e capisco che il mio entusiasmo gli fa piacere, poi mi do una calmata e ci sediamo, filosofeggiamo sul libro in maniera dettagliata e spietata, parlando anche degli spoiler e della fine.

Arriva il momento delle domande che avevo preparato per soddisfare tutte le mie curiosità e anche le vostre. Federico risponde a tutto senza problemi o riserve e questa per me è stata una grande soddisfazione!

Moccia definisce così “TRE VOLTE TE”:

“Secondo me è bello il concetto che ho portato avanti in questo libro, ossia che c’è qualcosa al di sopra di tutto che è la vita. È quell’ amore a cui è impossibile sfuggire, non per comodità o abitudine, ma proprio perché non ci puoi scappare.”

(…)

Come “Tre metri sopra il cielo” in passato aveva aiutato le ragazzine di 14-15 anni, credo che “Tre volte te” possa essere utile proprio perché sono esperienze che ti ritroverai ad affrontare e non ti sentirai solo in queste considerazioni, arriverai a pensare “Ah questa cosa è affrontabile, si può risolvere”.

(…)

Questo è un libro dove i personaggi sono così vissuti negli anni, nei film e nei libri, che alla fine si sono consolidati e si sono creati da soli. Tutti e tre, fin dall’inizio.

Quando hai scritto la parola fine a “Ho voglia di te”, già sapevi che in realtà non sarebbe finita o è una cosa che hai maturato nel tempo?

Lì per lì non ci ho pensato. Quando finisco un libro, per me QUEL libro è finito lì. Ma non quella storia. Sono dei personaggi che continuano la loro vita, poi può essere che io apra la porta e gli chieda: “Come sta andando? Che fate qui? A che punto siete?”. Tu sai che li hai costruiti, loro oramai hanno una loro vita. È stato solo andare a trovarli e a sentire cosa era successo. E mi hanno detto: “Noi siamo arrivati fino a qui… e che succede adesso?”

Questo libro è arrivato perché l’ho sentito dentro. Tutti i miei libri li ho scritti perché avevo sentito dentro quella storia e avevo voglia di raccontarla, in quel momento, per quell’ atmosfera. Altrimenti non riuscirei proprio a scrivere (…) e poi dovevo confrontarmi con due colossi come “Tre metri sopra il cielo” e “Ho voglia di te”, non tanto per i numeri, ma per quanto siano effettivamente piaciuti. Questa cosa l’ho fatta buttando il cuore dall’ altra parte, senza limiti, senza confini, senza paura e restrizioni. Mi è piaciuto moltissimo, ma mi ha addolorato moltissimo.

Quanto tempo fa sei andato a trovarli per la prima volta?

Un anno e mezzo fa ho iniziato a ragionarci su, sono andato da loro. La cosa più bella è stata fare la scaletta, iniziare a pensare a come ragionano, cosa accade, di cosa si occupa lui, cosa è capitato a lei, ma soprattutto cosa ti raccontano di questi 11 anni che li hai “mollati”. La cosa che mi ha sorpreso di più è che io pensavo “Va beh, 300-400 pagine”, invece sono arrivato a 1182 pagine a mano. Ma in realtà ci sarebbe stato ancora tanto da dire, invece ho dovuto costruirlo in modo che finisse.

Tutti i collegamenti che ci sono con i primi due libri sono stati pensati in fase di scrittura di “Tre volte te” o li avevi già pensati in “Tre metri sopra il cielo”?

In realtà no. Ho cercato di guardare e considerare alcune cose nella mia vita che non ho mai capito. Ci sono dei passaggi ogni tanto che ci sfuggono, tu sai che ti sei perso qualcosa e non sai cosa veramente sia accaduto. Nella vita poi, purtroppo, non puoi più saperlo. Non puoi tornare indietro e dire: “Ehi, ma com’è che non ci siamo più parlati dopo quella volta? Che cosa è successo?”.
Allora ho guardato di nuovo bene tutta la storia e mi è piaciuto ridare una luce diversa, proprio perché questo potesse valere per chi legge, oggi, e ripensare a come forse ha male interpretato delle sue considerazioni passate sulla vita.
Step, per esempio, ha avuto un atteggiamento critico e duro con l’amante della madre, fino a fare un processo, ma alla luce di quello che capisce della vita di suo padre e del rapporto con sua madre (e del suo rapporto con quest’altro uomo), solo allora comprende che quello era un amore bellissimo, che lui però non ha voluto accettare.

Tutti questi punti, nodi e difficoltà, questo chiaroscuro che c’era nelle storie precedenti, improvvisamente hanno un altro punto di vista e tutta un’altra luce.

Qual’è stata la parte più difficile da scrivere in “Tre volte te”?

È stata scegliere un finale. Mi sarebbe piaciuto trovare una soluzione dove tutto andasse nel modo migliore e non ci fosse nessuno infelice, ma purtroppo quando si fa una scelta inevitabilmente, come successe in “Tre metri sopra il cielo”, è doloroso. È vero che scegli qualcosa, ma lasci allo stesso tempo qualcosa d’altro, ed è sempre un dolore.

Eri già sicuro della scelta finale?

Avevo una scaletta da 1 a 99, ma mi mancava il 100. Sapevo che mi sarebbe arrivato mano mano che scrivevo e che andavo avanti con la storia. Avevo deciso sì quale sarebbe stata la scelta, ma non sapevo come ci saremmo arrivati, perché le soluzioni trovate all’inizio non mi piacevano. Così ho detto “Intanto vado avanti e poi vediamo”.

Parliamo di questo terzo film, ci sarà? Se ne parla?

Mi piacerebbe moltissimo, me lo auguro! Vedere un Riccardo Scamarcio, uomo di successo che fa film internazionali, tornare a raccontare una storia più adulta e piena di momenti così intimi e importanti da raccontare e da rendere per un attore, è una bellissima sfida da affrontare. Sarebbe un film pieno di colpi di scena, di momenti di divertimento e di dolore.

Tra l’altro potrebbe essere una prova d’attore eccezionale per tutti gli attori, in particolare per Laura Chiatti, che per altro mi pare abbia avuto due figli nel frattempo. Mi piacerebbe vedere il ruolo di Gin, metterebbe in luce delle tonalità proprio belle, rispetto magari a cose che ha fatto lei in passato. Sono sfumature rare da trattare in un film italiano, al giorno di oggi.

Comunque al momento ne abbiamo parlato sì, ma non sappiamo ancora niente. Aspettavamo l’uscita del libro, che hanno ricevuto e sono in lettura. Poi Scamarcio era fuori e quindi stiamo aspettando, ma mi auguro che ci sarà una svolta positiva.

Qual’è il mondo che preferisci tra quello della scrittura e quello del cinema?

Ad oggi è ideale entrare e uscire da questi due mondi contemporaneamente perché ognuno a modo suo ti soddisfa, ti riempie e ti sostituisce le difficoltà o le mancanze dell’altro.

Scrivere è un momento di estrema solitudine, sei solo con il tuo computer e i tuoi personaggi e guardi bene tutte le strade da percorrere. Quando hai poi finito questo vivere, ti fa piacere entrare nel rumore e nel caos, nella molteplicità di voci di condivisione degli altri autori della televisione. La scrittura è un momento bellissimo, molto intimo e di grande approfondimento personale che viene poi contrapposto a quando hai dei confronti con altre persone; ti scontri e non capisci bene chi ha ragione, perché tu avevi già la tua idea ben delineata in testa. E allora rimpiangi la tua solitudine, il tuo momento privato.

Nello scrivere hai una libertà assoluta, che per me è impagabile.

Ringrazio ancora di cuore Federico per la sua disponibilità e la casa editrice NORD che mi ha permesso di potere prendere parte al progetto “TRE VOLTE TE”, che vi aspetta in tutte le librerie, oppure ONLINE.

Vi lascio la mia video recensione del romanzo, se per caso ve la foste persa, e vi aspetto sul mio INSTAGRAM perchè in questi giorni potrete vincerne una copia autografata!

Un abbraccio,

Ila

<3

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