“Chiamami col tuo nome” e il tema dell’amore.

Era impossibile riuscire a fissarlo abbastanza a lungo, ma dovevi provarci se volevi capire perché era impossibile

Non aggiungo altro.

Ciao fanciulle!

Oggi voglio parlarvi di un libro che mi ha lasciata letteralmente senza parole ma che mi ha arricchita ed emozionata come pochi libri hanno saputo fare, e non dico tanto a livello di lacrimoni e pianti sul cuscino, quanto proprio a livello personale. È uno di quei libri che quando lo leggi ti entra nell’anima e nel cuore e che ti apre le porte ad una visione della vita che, oggi, tutti dovrebbero avere e che io avevo bisogno di esprimere e di trasmettervi attraverso questo articolo. Spero quindi che questo mio articolo vi incoraggi a prendere e a leggere tutto ad un fiato questo bellissimo romanzo, perché è davvero una meravigliosa poesia che vale la pena di essere letta e vissuta.

Sto parlando del famosissimo libro, e da poco anche film, “Chiamami col tuo nome” di André Aciman.

Titolo: Chiamami col tuo nome

Autore: André Aciman

Data di Pubblicazione: 23 gennaio 2007

Casa Editrice: Guanda

Prezzo Cartaceo: 17,00 €

Genere: Romanzo

TRAMA: Vent’anni fa, un’estate in Riviera, una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, il ragazzo aspetta come ogni anno “l’ospite dell’estate, l’ennesima scocciatura”: uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti. Anche Elio ne è irretito. I due condividono, oltre alle origini ebraiche, molte passioni: discutono di film, libri, fanno passeggiate e corse in bici. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all’estasi. “Chiamami col tuo nome” è la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una domanda che resta aperta finché Elio e Oliver si ritroveranno un giorno a confessare a se stessi che “questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta”.

Chiamami col tuo nome è un romanzo dalle grandi emozioni che racconta una storia d’amore. Perché è di questo che si parla, di AMORE. Il racconto del primo grande amore, di come nasce, di come viene vissuto e di come, col tempo, viene ricordato. Se poi i protagonisti in questione sono due ragazzi questo poco importa. E forse è proprio questo che, nella società di oggi, spesso si fa fatica a comprendere.. che nell’amore, tra due uomini o tra due donne, non ci deve essere per forza un motivo di fondo, un qualcosa che non va’, non deve essere visto per forza come qualcosa di sbagliato o di immorale o addirittura innaturale, contro ogni logica razionale. Perché l’amore tutto è tranne che logica. Tutto è tranne che razionalità. È un sentimento che non può essere previsto nè tanto meno controllato. È qualcosa di forte e di potente che ti prende alla sprovvista e che, a volte, ti cambia per sempre.

Mi piaceva quando i nostri piedi erano allineati, sinistro con sinistro, e toccavano terra all’unisono, lasciando impronte sulla sabbia, dove sarei voluto tornare, in segreto, per posare il mio piede dove il suo aveva lasciato il segno.

Questo libro, riesce a parlare direttamente al cuore di ognuno di noi, e riesce a farlo proprio perché tutti noi, in qualche modo, riconosciamo in quel sentimento qualcosa di vero e autentico senza cadere negli stereotipi tipici delle grandi storie d’amore. Lo sentiamo così vicino proprio perché anche noi per primi abbiamo conosciuto il nostro primo grande amore in situazioni simili, in situazioni comuni, anche banali e magari tutti noi abbiamo provato a farlo ingelosire o abbiamo aspettato ore prima di poterlo incontrare e quelle ore ci sono sembrate interminabili e abbiamo vissuto la giornata più lunga della nostra vita. Tutto ciò che viene raccontato, lo si percepisce quasi come nostro, perché è qualcosa abbiamo già avuto la fortuna di provare in passato o che stiamo provando proprio in questo momento.

...ciò di cui mi sarei accontentato non era la sua amicizia, né altro. Mi bastava alzare lo sguardo e trovarlo lì, crema solare, cappello di paglia, costume da bagno rosso, limonata. Sì, Oliver, alzare lo sguardo e trovarti lì. Perché troppo presto verrà il giorno in cui alzerò lo sguardo e non ci sarai più.

Questo libro, infatti, parla proprio della prima cotta, del primo amore, quello che ti travolge l’anima.  E in Elio tutta questa difficoltà la si coglie a pieno, nella sua fatica a gestire questo sentimento, nell’angoscia e nella paura di fraintendere ciò che accade intorno a lui e nell’ingenuità con cui Elio, per la prima volta, si trova faccia a faccia con se stesso e con le sue emozioni. E tutto questo è descritto nel modo più naturale e verosimile possibile.

A ciascuno di noi capita un periodo di “traviamento”: quando nella vita cambiamo strada e non troviamo più la dritta via. L’ha fatto anche Dante. Qualcuno si ravvede, qualcuno finge di ravvedersi, qualcuno non torna più in dietro, altri rinunciano ancor prima di cominciare e altri ancora, per paura di smarrirsi, si ritrovano in eterno a vivere la vita sbagliata.

È un amore puro e universale che va oltre tutte quelle distinzioni di genere e le etichette create dalla nostra società. Non è la storia di due ragazzi omosessuali, ma è una storia d’amore, di crescita e di consapevolezza. In questo libro c’è quel balzo che mi auspico possa fare il mondo interno nei confronti dei sentimenti delle persone. Senza più dire “quelli sono due ragazzi” o “quelle sono due ragazze” ma arrivare a dire solamente “Quello è amore!”.

Avevamo trovato le stelle, tu ed io. e questo capita una sola volta nella vita.

Fondamentali sono le parole del padre, talmente forti e sincere che possono essere applicate alla situazione sentimentale di ognuno di noi. È un invito a non reprimere mai quello che sentiamo ma a viverlo sempre al massimo, senza soffocare un sentimento per protezione verso noi stessi, è un invito ad accettarlo e a lasciarci travolgere senza alcuna riserva. E anche se questo ci provoca dolore, va bene così, dobbiamo viverlo a pieno ogni volta che questo ci si presenta davanti perché non farlo col tempo ci porta a consumarci. Lo spingerci a non provare mai pienamente una cosa così bella come l’amore, pian piano ci logora. Finchè, un giorno non ci rendiamo conto che quando avevamo l’opportunità di viverlo davvero, non l’abbiamo fatto. Probabilmente per paura di rimanerne feriti e di soffrirne, ma quella paura ci ha impedito di vivere una cosa incredibile e meravigliosa come quella dell’innamoramento.

Tra voi c’è una bella amicizia.Forse anche qualcosa in più. E io ti invidio. Al posto mio, la maggior parte dei genitori spererebbe che tutto si dissolva, o pregherebbe che il figlio ne esca indenne. Ma io non sono così. Al posto tuo, se il dolore c’è, lo farei sfogare, e se la fiamma è accesa, non la spegnerei, cercherei di non essere troppo duro. Chiudersi in se stessi può essere una cosa terribile quando ci tiene svegli di notte, e vedere che gli altri ci dimenticano prima di quanto vorremmo non è tanto meglio. Rinunciamo a tanto di noi per guarire più in fretta del dovuto, che finiamo in bancarotta a trent’anni, e ogni volta che ricominciamo con una persona nuova abbiamo meno da offrire. Ma non provare niente per non rischiare di provare qualcosa… che spreco!

Beh ragazze, detto questo non posso che consigliarvi di leggerlo e di lasciarvi rapire dalla poesia di questo fantastico romanzo, perché è un libro che a me personalmente mi ha dato tantissimo  e credetemi se vi dico che vale davvero la pena leggerlo.

Vi lascio con la frase più famosa, da cui è tratto anche il titolo e vi aspetto al prossimo articolo!

… guardami negli occhi, trattieni il mio sguardo e chiamami col tuo nome.

Un bacio grande,

Camilla.

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